Antropocene

Simon L. Lewis e Mark A. Maslin . Il pianeta umano . Einaudi

Coniato negli anni ’80, il termine Antropocene vuole indicare l’era geologica corrente, caratterizzata – o meglio, generata – dalle pesanti modifiche ambientali apportate al pianeta dagli esseri umani. Negli ultimi tempi la questione si è fatta più pressante, tanto da indurre trentaquattro studiosi a creare l’Anthropocene Working Group (AWG), con l’obiettivo di presentare entro il 2021 la proposta di modifica alla commissione internazionale per la stratigrafia, che sovraintende al diagramma temporale geologico ufficiale.
A favore dell’adozione di questa nuova definizione offrono un’affascinante panoramica gli scienziati e accademici inglesi Simon L. Lewis e Mark A. Maslin nel saggio «Il pianeta umano – Come abbiamo creato l’Antropocene», edito da Einaudi. Appassionante come un romanzo, lo scritto esamina l’evoluzione prima e dopo l’apparizione dell’essere umano, esponendo in modo accurato e documentato i cambiamenti provocati dalle nostre azioni nel corso dei millenni fino a oggi, nonché le implicazioni scientifiche, filosofiche, politiche che ne derivano.

Si scopre così – per esempio – come a causa dei gas serra abbiamo prolungato un’era interglaciale, come l’estinzione di massa in atto nel mondo animale abbia subito una paurosa accelerazione del suo naturale procedere, come la globalizzazione abbia innescato determinati meccanismi o come la plastica resterà inglobata nelle rocce a imperituro ricordo. Il riconoscimento dell’Antropocene come nuova era va oltre le considerazioni sul disastro ambientale: si tratta di ammettere le nostre effettive responsabilità e prenderne coscienza in modo profondo, farcene finalmente carico e correre al riparo in fretta, se possibile. Il futuro non è ancora certo, nessuno degli scenari possibili è del tutto positivo ma in questo momento i giochi non sono ancora chiusi, tutto dipende dalle decisioni prossime venture. «Homo dominus può diventare saggio?», si chiede l’ultimo capitolo, riflettendo su quanto intelligenza e capacità di adattamento unite ad avidità e prepotenza corrano il rischio di portarci a un’ingloriosa fine.

Per chi volesse verificare con i propri occhi la violenza dell’uomo sul pianeta Terra, fino al 22 settembre il MAST di Bologna ospita il progetto artistico multimediale «Anthropocene», basato sulla ricerca dell’AWG (anthropocene.mast.org). Da non perdere il film proiettato nell’ambito della mostra.

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma

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Giovanna Bragadini

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Nell'attesa di capire se sogno o son desta, scrivo.