Marie Phillips . Per l’amor di un dio . Guanda

La casta guerriera Artemide fa la dog-sitter, il fusto Apollo ci prova con la Tv, lo sfrenato Dioniso gestisce un night tanto sordido quanto esclusivo; Afrodite lavora per un telefono erotico, mentre suo figlio Eros si è convertito al cristianesimo. Atena non riesce a comunicare in modo chiaro e Ares, dio della guerra, ha fin troppi impegni; Zeus ed Era, genitori divini, vegetano semidimenticati in soffitta. Il Terzo Millennio non riserva molte sorprese agli dèi dell’antica Grecia: ammassati in un’abitazione londinese sporca e cadente, sono spesso annoiati, senza prospettive, costretti a usare con parsimonia quanto resta dei loro «superpoteri». Le cose cambiano quando Afrodite, per vendetta, costringe il dio dell’amore a scoccare una freccia contro Apollo…

L’azzeccata idea di portare gli dèi pagani nella Londra contemporanea è di Marie Phillips, al suo felice esordio con il romanzo «Per l’amor di un dio»: edito in Italia da Guanda, è già distribuito in diciassette paesi e sarà presto presente in altri sette. La trama ha una prima svolta quando il dio del sole, colpito dal dardo fatale, è costretto a innamorarsi del primo essere su cui posa gli occhi: la malcapitata mortale Alice, una ragazza dolce, onesta e ingenua, donna delle pulizie di professione – ma laureata in linguistica – e giocatrice di Scarabeo per passione. Al suo fianco c’è Neil, amico e aspirante fidanzato, d’animo eroico nonostante la timidezza e l’aspetto da roditore: oltre a riportare in vita Alice, finita nell’oltretomba per aver rifiutato le avances di Apollo, salverà la Terra e gli dèi, che torneranno ai fasti di un tempo.

«Per l’amor di un dio» (in lingua originale il titolo si riferisce invece al cattivo comportamento degli dèi) inizia e prosegue pieno d’umorismo per approdare, in vista del finale, a un certo romanticismo: il mito di Orfeo ed Euridice, rivisitato, è coronato stavolta da un trionfale happy end. Frizzanti, a tratti davvero esilaranti e mai stucchevoli, le pagine di questo romanzo scorrono veloci e ritempranti, ottime per una lettura leggera ma non banale. E se vi piace il genere, gli dèi tornano fra i mortali anche in «Malpertuis» di Jean Ray e «American Gods» di Neil Gaiman.

Pubblicato sulla Gazzetta di Parma

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Giovanna Bragadini

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Nell'attesa di capire se sogno o son desta, scrivo.