I primi tornarono a nuoto

Giacomo Papi . I primi tornarono a nuoto . Einaudi

I morti risorgono. Tutti. All’improvviso, a ondate, invadendo il mondo. Il primo ha l’angelico nome di Serafino, anziano con le energie di un bambino. Stesso aspetto di quando è deceduto, nudo e disorientato, intatti i ricordi di quand’era in vita. A scoprire l’anomalia è un giovane medico di sani principi, Adriano Karajanni, da poco convivente con Maria che aspetta un figlio da lui. Dopo Serafino altri morti rinascono, in ogni parte del mondo e da ogni epoca passata, con un processo inarrestabile e una prospettiva terrificante: la terra invasa da un esercito di risorti, ingombranti anche se – per fortuna – sterili. In segreto qualcuno prova a ucciderli, scoprendo la possibilità di eliminare per sempre i nuovi arrivati. Le autorità progettano una soluzione definitiva incontrando però l’opposizione del popolo dei rinati, decisi a tenersi ben stretta la loro seconda possibilità.

Riprendendo suggestioni non nuove alla fantascienza, Giacomo Papi arriva in libreria con il suo primo romanzo «I primi tornarono a nuoto», pubblicato da Einaudi. Ex direttore editoriale di Isbn, autore di programmi televisivi, consulente editoriale di Einaudi Stile Libero, autore di una rubrica settimanale su «Repubblica delle Donne», Papi fa il misterioso nel risvolto di copertina spacciandosi per esordiente: però maneggia le parole con abilità, è attento all’indagine psicologica, fra una considerazione e l’altra sulla natura umana sa creare momenti di buon livello horror senza diventare splatter. Intrigante e scorrevole, il racconto si divora veloce con l’ansia di scoprire come i personaggi risolveranno una situazione all’apparenza senza uscita… ma, delusione, la storia in pratica non finisce. È previsto un seguito? Il lettore ha facoltà d’immaginare un epilogo? L’autore ha finito le idee? Forse, semplicemente, a Papi il viaggio interessa più della meta: in questo caso il tema dei risorti serve solo da spunto per parlare di come siamo diventati, offrendo materiale per varie e vaste riflessioni. Un’Apocalisse senza trombe del Giudizio e forse per questo ancor più terribile.

Leggi la scheda libro sul sito Einaudi

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Giovanna Bragadini

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Nell'attesa di capire se sogno o son desta, scrivo.